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Aura Academy di Amira Bechini
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Prima del pigmento, la misura

Perché ogni sopracciglio comincia da un compasso e da una matita, e perché è la parte del corso che non si salta mai.

Amira Bechini misura con il compasso le sopracciglia di una modella durante una dimostrazione pratica.

In ogni corso di sopracciglia c’è un momento in cui nessuna allieva ha ancora toccato il dermografo o la lama. È la mappatura: si misura il viso, si traccia la forma, si corregge. Sembra un preliminare. È la base di tutto il resto.

Che cosa si misura

Con il compasso e la matita si trovano tre punti: dove il sopracciglio comincia, dove si alza, dove finisce. Si cercano sul viso di quella persona, non su un modello ideale: le proporzioni del naso, degli occhi e dell’arcata, la simmetria che c’è e quella che non c’è.

Perché non si salta

Un tratto perfetto messo nel punto sbagliato resta un errore, e con il trucco permanente un errore dura. La mappatura è il momento in cui la cliente vede la forma prima che diventi definitiva, e in cui tutto può ancora cambiare con un colpo di matita.

Come si impara

Prima si guarda: Amira esegue la mappatura dal vivo, davanti alla classe. Poi si prova, su carta e su pelle sintetica, finché la mano non trova i punti da sola. Solo dopo si lavora su modella, sotto supervisione, dove il corso la prevede. Con tre o quattro allieve per classe, ogni mappatura viene guardata e corretta.

È la parte del corso che sembra più semplice, ed è quella su cui si torna più spesso.